Moto Morini Tre Sette Sprint
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E' la prima moto che ho restaurato, me l'hanno regalata, mancavano i carter esterni, il coperchio della testa, la sella, il codino, i manubri l'albero a camme e lo spinterogeno. Naturalmente non c'era il piccolo parabrezza, né la marmitta, i cerchi erano da buttare e il motore bloccato. C'era però il contachilometri, originale. Ho, come si capisce dalle foto, trovato tutto, mi sono documentato, ho lavorato molto ed ecco qui il risultato. |
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Non se ne vedono tante di moto come questa in giro perché molte sono state cannibalizzate per costruire dei Settebello falsi. Per ricostruire la più sportiva delle 175 bolognesi dell'epoca è infatti indispensabile avere il carter sinistro con l'alloggiamento dello spinterogeno che viene calettato direttamente sull'albero a camme, tutti componenti che quindi nel tempo sono spariti dal Tresette sprint per riapparire su pretenziose copie di Settebello. Il mio, anche se ricomposto, è tutto originale, con la stella punzonata sul motore, il pistone col cielo a tetto, la camma dal profilo più spinto e la marmitta doppia, ritrovata ancora con l'imballo Morini da Luzzi a Siena. |
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Il mio Tresette Sprint è uno dei primi tipi, lo si vede dal fanale posteriore che è integrato completamente nel codino . Le versioni successive, pur con il codino, usavano un portatarga con fanale preso, come diceva all'epoca, dal commercio, ovvero fornito da una ditta esterna, spesso la stessa che costruiva il fanale (Cev, Aprilia e simili). La targa va applicata direttamente sul parafango piegandola, oppure usando un leggerissimo portatarga in alluminio. |
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