Moto Guzzi 500 tipo V

Dopo tante ricerche, viaggi, telefonate, delusioni e altro finalmente ce l'ho fatta: ecco una Guzzi 500 di quelle vecchie davvero. Questa è una V elastica del 1942, restaurata, come tutte le altre, in maniera maniacale.

 

Il color amaranto sta davvero bene con i filetti rossi e oro è fantastico. Il serbatoio, il volano e gli altri particolari cromati fanno il resto: l'effetto finale è fantastico. Davanti troneggia il grosso faro Bosch con il devioluci meccanico. Dietro il portapacchi, più alto della sella, fa una bella simmetria con il manubrio.

 

Il motore di questa 500 è incredibile: il tiro è infinito e l'elasticità impareggiabile. Quando l'ho guidata la prima volta, un po' per l'emozione, un po' per il cambio "rovesciato" rispetto alle moto moderne, anziché la prima ho messo la quarta e sono partito. Da fermo...

...ho pensato "Ma senti che prima lunga. Il motore però mi sembra un po' moscio, non tira come mi immaginavo. E poi la frizione, mi sembra che slitti".

Ma ero un quarta! Non so quante moto moderne (con ben altre prestazioni) riuscirebbero a fare altrettanto. 

 

La posizione di guida è bassissima, sinceramente anche troppo per chi è più di un metro e ottanta, ma se ci si fa l'abitudine il baricentro "rasoterra" conferisce un senso di stabilità insospettabile.

 

Oltre che bassa questa moto è lunga, molto lunga. Certo, non è l'ideale per piegare forte nel misto stretto, ma è stabile come un treno, e poi la linea è filante, affascinante,elegante. Per farla semplice, diciamolo, è bella.

 

Ma questa storia non finisce qui: ricostruendo i documenti è venuto fuori che questa Guzzi era omologata come come "motocarrozzetta"

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